La Pila di Volta e gli studi del fisico danese Hans Cristian Oersted (1777-1851) sulle interazioni tra correnti elettriche e magnetiche, ottenute misurando come una corrente elettrica influenzi la rotazione dell’ ago di una bussola, interessarono gli studi di elettochimica di due chimici inglesi, Humpry Davy (1778-1829) e del suo giovane assistente autodidatta, Michael Faraday (1791-1867; essi studiarono le applicazioni delle elettrolisi per separare i metalli puri dai loro composti disciolti in acqua o resi liquidi per fusione.
In particolare Faraday dopo aver aver studiato le interazioni magnetiche di molte sostanze e scoperto che tutte quante sono più o meno sono attratte (sostanze Paramagnetiche e Ferromagnetiche) o respinte (sostanze Diamagnetiche) da un magnete permanente ( Sostanza Ferrimagnetica), formulò il concetto di “linee di forza di un campo elettromagnetico”, dando spiegazione dell’ azione propagata nello spazio da un magnete permanente, che determina l’ induzione di polarità opposte indotte a distanza in varie altre sostanze.
Faraday dimostrò inoltre (1831) che il movimento di un magnete entro un avvolgimento elettrico induceva per mutua induzione una variazione della corrente elettrica; scoperta che in seguito, nel 1865, dette l’idea ad Antonio Pacinotti, (1841-1912) Professore di Fisica all’Università di Pisa, della costruzione della “dinamo”, poi brevettata e perfezionata dal meccanico belga Zenobe Gramme (1826-1901).
Dalla fondamentale legge di Faraday derivò lo sviluppo di apparecchiature per la misura di grandezze elettriche e magnetiche, base indispensabili per le future ricerche sui magneti permanenti.
Agli inizi del Novecento la conoscenza fondamentale che le proprietà magnetiche erano legate alla percentuale di carbonio e di metalli come il nichel, il cobalto e il tungsteno, fece sorgere le prime industrie di acciai magnetici. Nel 1931 l’importante scoperta di Mishima delle leghe ternarie (alluminio-ferro-nichel perfezionate in seguito da aggiunte di rame), i brevetti della General Electric del 1934 riguardanti le leghe quaternarie (alluminio-ferro-nichel-cobalto) consentirono la preparazione di materiali nuovi con più alte proprietà magnetiche e pertanto adatti ad essere applicate in nuove applicazioni.
La Philips nel 1940, con le sue brillante e accurate ricerche sui trattamenti termici nel campo dei materiali magnetici e con la perfetta messa a punto di una nuova lega alluminio-nichel-cobalto (alnico V), creò il capostipite dei materiali magnetici anisotropi, cioè di quei materiali che hanno la maggiore efficienza solamente lungo prestabilite direzioni dette assi preferenziali. Un altro passo in avanti venne fatto nel 1940 quando sempre la Philips sviluppò una nuova classe di magneti permanenti a base di ossidi. Questi materiali, che vengono chiamati magneti ceramici, possiedono valori molto elevati di attrazione magnetica. E interessante notare come questi moderni magneti ceramici siano strutturalmente molto simili al più antico magnete permanente conosciuto: la magnetite.