L’interpretazione del magnetismo per millenni è rimasta intrisa di riferimenti cognitivi di indole “antropomorfica-vitalistica”. Nell’ antica Cina già da circa 4500 anni fa' il fenomeno del magnetismo, venne correlato al dinamismo universale delle forze vitali descritte dal simbolismo della dicotomia YIN//YANG (maschile/femminile), ed in sostanza tale spiegazione delle proprietà di attrazione/repulsione tra le polarità magnetiche, fu considerata un anello interpretativo tra le relazioni evolutive tra materia inanimata e materia animata.
La virtù di attrarre o respingere di un magnete permanente, in presenza di altre sostanze, ebbe nell’ antichità spiegazioni di riferimento animistico fino all’insorgere della scienza moderna.
Spiegare, infatti, significa correlare un evento in un quadro di preconcezioni generali storicamente affermate.
Pertanto la natura dell' attrazione magnetica, in mancanza di una spiegazione scientifica, dette luogo a molte superstizioni utilizzate spesso in campo medico, per interpretare proprietà di contaminazione di effluvi funesti e nell’ attribuzione di attrazioni fatali nell’ambito della preveggenza del destino dell’ uomo.
Durante il Medio Evo la “sacra inquisizione”, condannò ogni riferimento a forze misteriose e magiche di indole magnetica nella spiegazione delle leggi che agiscono sulla struttura dell’ universo.
Ciononostante agli inizi del rinascimento un frate italiano Petrus Peregrinus scrisse (1269) una Epistola sulle proprietà dei dipoli magnetici ricercando la possibilità di attuare il “moto perpetuo” facendo uso di forze magnetiche, egli , per i suoi studi sul magnetismo, realizzò un modello sferico di magnetite denominato “terrella”.
Cecco d’Ascoli, docente all’ Università di Bologna , fu bruciato vivo, come eretico a Firenze il 16 Sett. del 1327, perché ricercava un determinismo della interpretazione degli eventi, facendo riferimento a forze invisibili di indole magnetica; egli ad esempio attribuì alla forza magnetica della Luna la oscillazione delle maree, sbagliando perché la luna non possiede un forte campo magnetico, ma indicando giustamente nella Luna la sua capacità di attrazione delle masse di acqua del mare, che da origine al fenomeno delle maree.